Bel-ami

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  • Publié le : 4 avril 2011
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Introduzione

L’obiettivo di questa tesi è stato quello di condurre un’analisi testuale volta alla ricerca dei sette peccati capitali all’interno del romanzo maupassantiano Bel-Ami.
Nel primo capitolo, mi sono occupata di fornire dati concernenti la tecnica ed il linguaggio del romanzo, nonché lo stile dello scrittore Guy de Maupassant. Ho gestito dunque l’analisi aiutandomi attraversostudi critici condotti da autori come L. Forestier, J.L. Bory e A. Vial.
Nel secondo capitolo invece, mi sono occupata di rintracciare, e quindi analizzare ed esporre, i sette peccati capitali presenti nel testo, riportando le parti ove il protagonista, George Duroy, e gli altri personaggi, hanno assunto atteggiamenti “peccaminosi”.
E’ chiaro che non tutti e sette i vizi sonopresenti con la stessa intensità, certamente quello che prevale e racchiude un po’ tutto il romanzo è la lussuria, dalla quale il protagonista sembra essere un dipendente irreversibile. Egli infatti parte alla spregiudicata ed irrefrenabile conquista di quattro donne, diverse fra loro, ma che gli permetteranno di realizzare la sua ascesa sociale, oltre che sentimentale. Questa sua scalata avverrà inassenza di qualsiasi scrupolo morale e senza mai perdere di vista il suo obiettivo: il dio denaro.

1. Maupassant e Bel-Ami

Guy de Maupassant (Chateau de Miromesnil, Normandia 1850 - Parigi 1893).
Nacque da una famiglia dell’alta Normandia: il padre, Gustave, era il tipico rappresentante della piccola nobiltà provinciale; la madre, Laure Le Poitevin, era la figlia di un piccolo industrialedi Rouen. La sua infanzia, turbata dagli aspri contrasti che opponevano i genitori, si svolse sotto la guida attenta della madre: colta, sorella di Alfred Le Poitevin, intimo amico di Gustave Flaubert, amica lei stessa dello scrittore, si preoccupò soprattutto di sviluppare nel figlio qualità di gusto letterario.
Dopo la separazione dei genitori, nel 1860, Guy rimase con sua madre e,poco dopo, fu iscritto al collegio ecclesiastico di Yvetot, dal quale fu espulso per aver scritto dei versi considerati indecenti. Iniziò un profondo legame con Flaubert.
Ottenuta la licence in lettere, si traferì a Parigi dove s’iscrisse alla facoltà di diritto.
La mobilitazione per la guerra franco-prussiana lo ricondusse in armi nei dintorni di Rouen.
Dopo il congedo, ilpadre gli procurò un impiego presso il ministero della marina.
Manteneva intanto il rapporto con Flaubert, che lo introdusse presso i maggiori scrittori francesi del momento: Zola, Daudet, Huysmans, i fratelli Goncourt. Stimolato da quest’ambiente, Maupassant iniziò a scrivere articoli di critica letteraria.
Il suo vero esordio letterario avvenne nel 1880, con la pubblicazionedel racconto Boule de Suif nel volume collettivo Les soirées de Médan, manifesto letterario del naturalismo nascente.
Il grande successo riscosso da questa prima prova narrativa, considerata da Flaubert un capolavoro, lo indusse ad intraprendere il mestiere di scrittore.
Alcuni autori si accordano a riconoscere in Bel-Ami il più flaubertiano dei romanzi di Maupassant, altriinvece come Paul Morand, trovano che il flaubertismo massimo il nostro autore lo raggiunge in Une Vie, e considerano questo romanzo come una trasposizione addirittura di Madame Bovary in un ambiente diverso… Non diciamo di no. Ma mentre Madame Bovary è un libro combusto e che sa di bruciato, Une Vie è una Bovary zuccherata e profumata: una Bovary “al lampone”.
Flaubert non fu soltanto un padreintellettuale per Maupassant, fu anche un padre affettuoso: un padre per tutte le qualità che compongono la sostanza morale di un padre. La prima volta che Flaubert parla di Maupassant, è in una lettera alla madre di maupassant, in data 30 ottobre 1872:- Ton fils a raison de m’aimer, car j’éprouve pour lui une véritable amitié. Il est spiritual, letter, charmant, et puis c’est ton fils. Maupassant...
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