Il fenomeno della fuga dei cervelli in italia

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  • Publié le : 22 mai 2010
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Il fenomeno della Fuga dei Cervelli in Italia

Ogni anno, migliaia di giovani dopo la laurea abbandonano l’Italia per vivere e lavorare in un altro Paese.
Non si tratta di “mobilità internazionale” per arricchire il curriculum, ma di un vero e proprio espatrio generale che sta allontanando definitivamente dall’Italia i migliori laureati.
La fuga dei laureati cominciata all’inizio degli anni80 in Italia, non sembra arrestarsi e ciò preocupa sempre di più il governo Italiano.
Nella prima parte, presenterò il fenomeno della fuga dei cervelli in Italia dandovi qualche ciffra.
Poi, in una seconda parte, darò le ragioni per cui numerosi laureati italiani scelgono di lavorare all’estero
Infine, in una terza parte, parlerò delle conseguenze della fuga dei cervelli sull’economia Italianacosi come delle disposizioni prese dal governo italiano per rimediare a questo problema.

I) Presentazione del fenomeno della « fuga » dei cervelli

Prima di cominciare la mia prima parte che tratta dal fenomeno della fuga dei cervelli, mi è sembrato appropriato di spiegare esattamente cos’è la « fugga dei cervelli ».

La fugga dei cervelli o « brain drain » consiste nell’ « abbandonodi un paese a favore di un altro da parte di professionisti o persone con un alto livello di istruzione, generalmente in seguito all’offerta di condizioni migliori di paga o di vita” ». Questa definizione è offerta dall’ Enciclopedia Britannica.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo il Rapporto Migrantes del 2009 :

Ogni anno, il 5 per cento dei nuovi laureati lascia l’ Italia per andare alavorare all’estero, mentre solo l’1 per cento dei laureati del resto d’Europa lascia il proprio paese
Si tratta di laureati in materie scientifiche e specializzati in nuove tecnologie: tra cui molti ricercatori universitari, medici , informatici ed economisti . In questo modo si puo dire che la proporzione degli italiani che lavora all’estero appartiene al segmento di maggiore qualità.Nell’ultimo decennio, la quantità dei laureati che hanno trovato lavoro al di fuori dell’Italia è triplicato.
Secondo, le statistiche concernente la fuga dei cervelli in Europa, l’Italia è in testa con il 2, 3 per cento, seguono la Francia con l’1,1, la Germania con lo 0,9 .
Tra gli italiani che risiedono all’estero, la maggior parte vive in Europa Occidentale il 55,8 poi vienne l’America del Nord(38,8%) ;
Per la prima volta nel 2009, il numero di emigrati italiani (3.915.767) è pari al numero di immigrati in Italia (3.891.295).
La recente ricerca della fondazione Migrantes sulla “fuga dei cervelli” rivela infatti che oltre la metà di laureati italiani occupati all’estero ritiene molto improbabile, se non quasi impossibile, il rientro in patria.
Quindi, per concludere questa prima partesi puo ben affermare che la fuga dei cervelli ha preso dell’ importanza questi ultimi anni tanto che l’ Italia è diventato il primo paese di emigrazione intelletuale in Europa.
II) Le ragioni per cui i Laureati Italiani vanno via dall’Italia
Per riuscire ad avere una visione più profonda di questo fenomeno, sto per descrivere in una seconda parte le motivazioni che hanno spinte tante persone adallontanarsi dall’Italia.
Il problema italiano della fuga dei cervelli è spesso percepito comme un problema di ordine finanziario. Tuttavia, secondo diverse inchieste condotte sugli espatriati italiani, le nuove generazioni di emmigrati se ne vanno essenzialmente per una serie di impedimenti e di limiti che rendono troppo spesso la vita in Italia difficile.
La prima causa della loro partenza èdovuta alla mancanza di investimenti nel campo della ricerca da parte dallo Stato. In questo modo, molti ricercatori italiani si recano all’estero per sfuggire a mali propri dell’Università italiana. Di più, un ricercatore italiano guadagna in medio un terzo (1200 euro) di quello che guadagna un ricercatore straniero.
La seconda causa concerne la difficile inserzione dei giovanni sul...
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