Le changement climatique et les nations unies

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  • Publié le : 19 mai 2010
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ONU E CAMBIAMENTO CLIMATICO: SPIRAGLI DI OTTIMISMO
Sacconi: "Un successo l'assemblea generale sulla lotta ai cambiamenti climatici. Italia lavorerà per un accordo vincolante e globale
"Ban Ki-Moon è un fallito" titolava un settimanale statunitense al momento del suo insediamento al Palazzo di Vetro. E le voci di corridoio dicono che il nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite abbiasarcasticamente appeso in ufficio quel ritaglio di giornale. Noi aspettiamo di vedere come si muoverà su dossier delicatissimi come il Kosovo, il Darfur, l'Iran.
Ma intanto bisogna dire che la sessione dell'Assemblea Generale del 24 settembre, dedicata alla lotta ai cambiamenti climatici, è stato un successo pieno. Rajenra Pachauri, presidente dell'agenzia dell'Onu che si occupa del global warming, l'hadefinita "una rivoluzione sul piano del consenso politico, imprevedibile fino a pochi mesi fa".
Un successo che permette un certo ottimismo in vista della Conferenza delle Parti che si svolgerà a dicembre a Bali e che darà il via al negoziato per scrivere un nuovo protocollo che sostiuisca quello di Kyoto. La priorità adesso è non spengere i riflettori. L'attenzione dell'opinione pubblica hafortemente influenzato i decisori politici che adesso sanno di non poter agire nell'ombra.
Il Governo italiano ha detto chiaramente, attraverso le parole del Presidente Prodi, intervenuto alla Conferenza Nazionale sul Clima, che lavorerà per un accordo globale e vincolante. La Commissione europea ha riscoperto su questo tema di poter svolgere un ruolo propositivo. Dai paesi in via di sviluppoprovengono segnali di una reale comprensione della gravità del problema. Nessuno si chiede più se agire, ma come agire. Su questo punto l'Europa dovrà dimostrare di meritarsi davvero i riconoscimenti che le sono stati tributati. Sta a noi lanciare una proposta di accordo che tenga dentro tutti.
La Conferenza di Washington, che riunisce tutti i paesi maggiormente inquinatori e che è iniziata  il 27settembre per volontà dell'amministrazione USA, non sembra destinata al successo. Ma il pericolo rimane: un pre-accordo di chi non vuole ridurre le emissioni costituisce un rischio remoto ma reale. Le parole del Governatore della California, da molti considerato il nuovo leader della lotta ai cambiamenti climatici, contengono alcune clausole avvelenate da non sottovalutare: affermare che dobbiamoguardare avanti è corretto ma rischia di tradire le aspettative dei paesi più poveri che ci chiedono di tenere conto anche delle emissioni storiche.
La partita internazionale è iniziata, che vinca il migliore.

Il cambiamento climatico è un problema etico globale che dobbiamo affrontare subito. Nei prossimi giorni abbiamo l’occasione unica di influenzare i leader degli Stati Uniti, il paesemaggiormente responsabile per la crisi climatica.

Il prossimo lunedì [05/11] migliaia di giovani attivisti per il clima si riuniranno a Washington, DC per chiedere azioni concrete. Si tratta di un movimento in rapida crescita e la più grande mobilitazione di questo genere. I membri del Congresso statunitense li incontreranno sulla scalinata di Capitol Hill e in quell’occasione, davanti a politici,stampa e media, Avaaz consegnerà ai leader del Congresso una petizione globale contro il cambiamento climatico del nostro pianeta.

La consegna della petizione ai vari leader mondiali, dalla Germania al Brasile, è stata un successo, ma non riusciremo a sconfiggere il riscaldamento globale se gli Stati Uniti non si impegnano. Gli Stati Uniti non sono solo responsabili del più alto livello diinquinamento nel mondo ma hanno anche ostacolato le iniziative internazionali per un reale cambiamento. È un problema internazionale che richiede un’azione internazionale.
Ed è urgente: tra qualche mese le nazioni di tutto il mondo daranno il via alle negoziazioni per il prossimo Protocollo di Kyoto al summit delle Nazioni Unite a Bali, in Indonesia. Non abbiamo tempo da perdere per convincere gli...
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