Leopardi

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  • Publié le : 19 mai 2009
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Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, tra dialoghi e novelle dallo stile medio e ironico, scritte tra il 1824 ed il 1832 da Giacomo Leopardi. Sono statepubblicate definitivamente a Napoli nel 1835, dopo due edizioni intermedie nel 1827 e nel 1834. Le Operette sono il fine letterario di quasi tutto lo Zibaldone. Il genere delle Operette sono le novelle e idialoghi e il sottogenre è la morale. I temi trattati nelle Operette sono quelli cari al poeta: il rapporto dell'uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura, di cui Leopardimatura una personale visione filosofica; il confronto tra i valori del passato e la situazione statica e degenerata del presente; la potenza delle illusioni, la gloria e la noia. Sono tematicheriproposte alla luce del cambiamento radicale avvenuto nel cuore dello scrittore:[3] la ragione non è più un ostacolo all'infelicità, ma l'unico strumento umano per sfuggire alla disperazione.
Il Dialogodella Natura e di un Islandese è una delle Operette nella quale si manifesta fortemente il pessimismo cosmico leopardiano Composto a Recanati, tra il 21 e il 30 maggio, 1824 è la più famosa delle operettemorali.
Il Dialogo della Natura e di un Islandese mette in scena un islandese che sarebbe il protagonista. Siccome abitate in un paese inospitale, dove si fa sentire la crudeltà della naturadecide di partire dall’Irlanda; il personaggio racconta dei viaggi compiuti in vari luoghi del pianeta fino ad arrivare in Africa dove incontra la natura (vista come donna bellissima e spaventosa).L'Islandese inizia a porre domande alla creatura che sembra indifferente verso l'uomo: « Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che [...] ho l’intenzione a tutt’altro chealla felicità degli uomini o all’infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n’avveggo, [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni,...
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