Non ti muovere recensione

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  • Publié le : 18 avril 2011
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Non ti muovere da Sergio Castellitto – Una recensione

Non ti muovere, premiato con due David di Donatello per i migliori protagonisti, viene trasformato da Sergio Castellitto dal romanzo dellamoglie, Margaret Mazzantini, vincitore del Premio Strega 2002. Il regista ci offre un ritratto d’un amante con il cuore diviso in due dal suo senso di dovere come marito e padre e dalla sua passione peruna giovane emarginata. Un contrasto tra vita e morte, e vita vissuta come se fosse morte.

In una giornata di pioggia, Angela cade dal motorino e viene portata nell’ospedale, dove suo padreTimoteo (Castellitto) lavora come chirurgo. Mentre Angela lotta tra la vita e la morte, Timoteo comincia un immaginario dialogo con la figlia. Le parla di un amore extraconiugale potente e a voltebrutale per una giovane donna con un nome troppo pesante, Italia (Penelope Cruz). Aspettando la sorte della figlia e il ritorno della moglie dall’Inghilterra, Timoteo guarda fuori della finestra e vede unadonna misteriosa seduta sotto una pioggia torrenziale. Questo fantasma del passato provoca una lunga serie di flashback che ci porteranno attraverso i momenti più importanti della vita di Timoteo:un’infanzia turbata, la moglie bella e perfetta e tutto il mondo borghese che li circonda, ma la memoria che lo tormenta più è quella di un pomeriggio arroventato di tanti anni prima, quando incontròItalia, una disgraziata brutta, vestita di stracci e con un trucco pesante.

Non ti muovere è film appassionato, di quelli belli coraggiosi, di quelli che non puoi rimanere indifferente, capace diessere struggente e di strapparti sia lacrime che grida d’indignazione in cui i personaggi ti stringono il cuore, trasmettendo sensazioni nuove di sentimenti rimossi e di speranza nel mondo. Castellittofa sentire il bisogno di Timoteo di sporcarsi, di allontanarsi dal mondo perfetto, pulito, borghese in cui è cresciuto, e quindi si torna verso lo squallore: una brutta periferia urbana e una donna...
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