Note sulla figura di chaka come eroe dell’epopea africana: senghor vs mofolo

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  • Publié le : 9 octobre 2010
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NOTE SULLA FIGURA DI CHAKA COME EROE DELL’EPOPEA AFRICANA: SENGHOR vs MOFOLO.

La figura dell’eroe di Chaka si basa sul personaggio storico, fondatore e primo sovrano dell’impero Zoulou. Sotto la sua guida gli Zoulou estesero il loro dominio su una gran parte dell'Africa del Sud. Alcune fonti lo descrivono come un vero e proprio genio militare, una sorta di Napoleone africano.
La figura diquest’eroe viene ripresa dalla letteratura africana, in particolare dall’epopea che lo trasforma in uno dei simboli del Panafricanesimo e la sue vicende vengono divulgate da numerosi autori.
Chaka viene presentato diversamente a seconda dell’opera e del suo scrittore; uno di questi è Thomas Mofolo (1876-1948) che trascrive la tradizione popolare africana bantu nel suo romanzo Chaka (1939) che verràpoi tradotto in inglese e successivamente in francese.
Mofolo ci mostra uno Chaka dotato di una smisurata ambizione e privo di scrupoli morali, il suo unico obiettivo è la grandezza e l’affermazione del popolo Zoulou attraverso cui viene celebrato il suo valore.
L’immagine minacciosa di Chaka accentra un’aura di semidivinità propria dell’eroe ed ha una funzione culturale paragonabileall’archetipo funzionale dell’eroe epico. Altro elemento che può essere preso a riferimento è la straordinaria nascita di Chaka, che pur essendo venuto al mondo in una situazione di disgrazia, è in grado di sviluppare poi una forza fisica e psicologica superiore.
Il racconto è in prosa, ma possiede il ritmo e la forza emotiva dell’epica; è infatti ricco di assonanze, metafore e analogie, com’è possibilenotare nel seguente estratto che pur essendo in prosa, conserva e ripropone la struttura ritmata del verso epico.

Sachez, vous tous qui êtes ici, et vous aussi jeunes gens, sachez et tenez-vous-le pour dit, que quiconque à partir d’aujourd’hui fera l’une ou l’autre des choses qui successivement ont été châtiées ici, celui-là sera puni de mort. Je vous ai convoqués tous ici….

L’opera di Mofoloservirà poi a Léopold Sédar Senghor (1906-2001) per la creazione del suo Chaka .
Senghor trasforma il tono dell’epopea di Mofolo in un “poème dramatique à plusieurs voix” presentando il personaggio al momento della sua morte, poco prima dell’arrivo dei colonizzatori bianchi, coinvolto in un confronto con quella che potrebbe essere definita la propria coscienza, la voix blanche.
Anche Senghordescrive uno Chaka spietato assassino nei confronti del suo popolo e della donna amata, Nolivé. L’eroe senghoriano sostiene però la necessità degli omicidi politici per il bene della sua gente,
Le pouvoir ne s’obtient pas sans sacrifice, le pouvoir absolu exige le sang de l’être le plus cher (123, v65) afferma l’indovino Issanoussi.

Tuttavia viene presentato un antagonismo amore-potere, l’amoreper Nolivé si oppone infatti alla missione del guerriero, l’amore è un carcan qui étranglait toute action (121, v46).
La donna è la faiblesse du coeur (121,v37), Chaka per échapper au doute (121, v59) ha dovuto sacrificare l’amore al suo popolo e senza alcuna esitazione : je l’ai tué oui ! d’une main sans tremblement. (119, v20).
Questo contrasto tra l’amore per la donna e quello per lapropria gente si traduce nella tragica necessità di uccidere Nolivé.
A mon amour à Nolivé
Pour l’amour de mon peuple noir (122, v52)
Nonostante la sofferenza legata a questo sacrificio Chaka ha preso la decisione dans les abîmes de sa négritude (121, v51) di essere in prima istanza un uomo d’azione Je devins une tête un bras sans tremblement, ni guerrier ni boucher. Un politique (122, v59)

Nelladescrizione di Nolivé, basata sul principio dell’analogia tra la donna e la natura, possiamo trovare diversi elementi del retaggio culturale senghoriano che poggia sulla tradizione africana.
Cuisses de loutre en surprise et de neige du Kilimandjaro (121, v40)
Seins de rizières mures (121, v41)
Bras de boas, aux lèvres de serpente-minute (121, v42)
Emerge quindi la concezione africana...
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