Peirce

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  • Publié le : 5 juillet 2010
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INTRODUZIONE

Se ogni giorno, quando ci accingiamo a portare il cane a passeggio, prendiamo il guinzaglio, dopo alcuni giorni (in genere pochi) il cane avrà capito che quel gesto significa che si esce, e manifesterà subito la sua felicità, in alcuni casi abbaiando o scodinzolando ecc. In che modo i due eventi sono stati collegati? Se, giocando a Hearts, veniamo serviti con Donna, Re e Asso difiori (e non abbiamo il due), abbiamo l'assoluta certezza che - dato che l'apertura è sempre il due di fiori potremo fare, se vogliamo, le prime tre prese. Da dove deriva questa certezza? Passando davanti a uno stadio, dopo la partita, vediamo dei gruppi di tifosi arrotolare mestamente le bandiere di una squadra, mentre altri tifosi sventolano gioiosamente le loro. Pensiamo subito che la primasquadra ha perso e la seconda ha vinto. In tutti questi casi i nostri pensieri costituiscono conoscenza, sono derivati da altri. Dalla percezione del gesto, ripetuto e regolare, di prendere il guinzaglio il cane deriva la conoscenza 'si esce'. Dalla combinazione di carte che abbiamo in mano e dalla nostra conoscenza delle regole del gioco, deriviamo la conoscenza che potremo fare le prime tre prese.Dalla percezione dei diversi comportamenti dei tifosi e dalla nostra conoscenza delle emozioni deriviamo la conoscenza del risultato della partita. Quando dalla conoscenza ricaviamo altra conoscenza, facciamo un'inferenza, o ragionamento. Scrive Charles Sanders Peirce: "L'oggetto del ragionamento è trovare, partendo dalla considerazione di ciò che già conosciamo, qualcos'altro che non conosciamo"1.L'inferenza è perciò un processo che considera una conoscenza data, o premessa, applica ad essa un principio logico e ne deriva una conclusione. La conclusione può essere più o meno sicura. Secondo Peirce, tutta la conoscenza assume la forma dell'inferenza, nel senso che essa è sempre mediata da un ragionamento e non è mai solo intuitiva.

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Collected Papers, 1931-1958, 5.365. La numerazionedelle opere di Peirce segue quella classica dei Collected Papers, il primo numero indica il volume mentre i numeri dopo il punto indicano i paragrafi. Per nostra comodità, C.P. è l'abbreviazione.

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Ogni azione mentale è un processo inferenziale. La struttura generale dell’inferenza può essere rappresentata come segue: CASO : A REGOLA : Se A, allora B RISULTATO: B Come si vede, gli elementiche possono entrare in gioco in qualsiasi processo inferenziale sono tre: un caso, una regola ed un risultato. Il caso è una occorrenza a cui viene applicata una regola generale. La regola è l’elemento di mediazione che collega caso e risultato tramite un rapporto di implicazione. Il risultato è la conseguenza prevedibile dell’applicazione della regola a quel caso. Così, data la regola "Tutti iruminanti mancano degli incisivi superiori" (ossia: se ruminante, allora manca degli incisivi superiori), e il caso "la pecora è un ruminante", se ne potrà inferire il risultato "la pecora manca degli incisivi superiori". La nostra esistenza è impostata sulla possibilità di fare simili inferenze, grazie alle quali possiamo dare per scontate molte conoscenze. Nel nostro esempio, abbiamo ricavato unrisultato applicando una regola ad un caso. Ma avremmo altresì potuto inferire la regola dal caso e dal risultato: caso: la pecora è un ruminante; risultato: la pecora manca degli incisivi superiori; regola: [forse] tutti i ruminanti mancano degli incisivi superiori, oppure il caso dal risultato e dalla regola: risultato: la pecora manca degli incisivi superiori; regola: tutti i ruminanti mancanodegli incisivi superiori; caso: [forse] la pecora è un ruminante. A seconda della disposizione assunta da questi tre elementi avremo tre tipi di inferenza: la deduzione, l’induzione e l’abduzione.

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Tra deduzione, induzione ed abduzione, il nostro interesse si concentrerà su quest'ultimo tipo di inferenza logicamente non certa, da cui il nome di "deduzione debole". "In generale, l'ipotesi...
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