Hegel fenomenologia dello spirito ita

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  • Publié le : 7 avril 2009
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Fenomenologia dello spirito 1806/07
Nell’assoluto c’è sempre tutto, ogni sua manifestazione ne fa parte, ma ogni parte è indispensabile.
È un romanzo di formazione con valenza pedagogica: ossia l’apparire, il manifestarsi dello spirito nella storia attraverso figure storiche (bildung romanz). Le figure storiche hanno caratterizzato lo spirito nei suoi momenti cruciali (di scissione e diarmonia, di contraddizione e di sintesi). Lo spirito coglie dialetticamente il vero come intero, ed è sia sogg che ogg. Lo spirito è il principio unitario attore dello sviluppo dell’intera realtà. Si arriva al sapere assoluto. All’inizio sogg e ogg sono staccati, mentre poi si fondono. Si parte dal nulla filosofico (no dogmi) x dimostrare tutto.
1. coscienza
2. autocoscienza
3. ragione
sono le trefigure della ragione, i 3 momenti della fenomenologia.
La coscienza
Si divide in tre momenti
• certezza sensibile
• percezione
• forza dell’intelletto
la 1 è la conoscenza che sembra più certa, ma in realtà lo è solo apparentemente. È quella più astratta. La coscienza deve fare un intervento per determinare tale conoscenza che è povera e generica: vi inserisce il dimostrativo che permettedi scindere l’indistinguibile.
La 2 si interessa alla molteplicità del sensibile per arrivare all’unità: non riesce tuttavia a tenerli uniti, perché quando punta su un elemento perde di vista l’altro. Il questo diviene un insieme di qualità dell’oggetto.
La 3 è l’intelletto in senso kantiano che unifica il molteplice. Risolve l’ogg in un fenomeno della coscienza determinato dai particolari.L’oggetto non viene più percepito in quanto tale ma come manifestazione di una legge generale della natura.
Ma lo stesso discorso sarà valido anche per l’io sogg? Quando il sogg coglie sé stesso come fenomeno si passa all’autocoscienza.
Autocoscienza
Dialettica servo-padrone
All’inizio le autocoscienze nei rapporti con la natura si comportano come se ognuna di loro avesse completo dominio su diessa. Poi l’una si scontra con le altre: nel momento in cui si accorgono di non essere uniche finisce la fase della preistoria e inizia lo sviluppo. L’autocoscienza ha sempre bisogno di un’altra per svilupparsi attraverso rapporti conflittuali. Inizio storia! Con la storia iniziano i conflitti che vedono alcune autocoscienze vincenti ed altre perdenti. Le prime diventano padrone e le altre schiavedeterminando così la formazione di classi sociali. Chi vince è colui che non ha paura della morte, che ha una spiritualità più alta e ha rischiato di più. Prima o poi c’è la pace e le autocoscienze vincitrici soggiogano le altre. Nasce la categoria dell’economia politica. La servitù si manifesta con il lavoro: non è un’attività qualsiasi ma è propria dell’uomo. Il lavoro è la formazione dell’essererazionale, cosciente. Il padrone è dipendente dal lavoro svolto dal servo (il padrone considera il servo come una cosa e non ha più un’autocoscienza con cui confrontarsi e diventa debole e perde la sua natura di autocoscienza). Quando il servo comprende la sua situazione si emancipa e prende coscienza (meccanismo complesso, non un mero ribaltamento). Per emancipare sé stesso deve emancipare tuttal’umanità, anche il padrone. Si va quindi verso un’uguaglianza senza più servi e padroni (processo molto lungo). Analogia con Marx che parte da questo (sevo prende dominio materiale). Però l’autocoscienza non ha ancora raggiunto la piena consapevolezza.
Stoicismo e scetticismo (filos ellenistiche, prima tappa storica, figure)
Stoicismo: uguaglianza affermata su un piano astratto ma non pratico. Èimportante non come si nasce ma come si vive. Il padrone è più soggetto ai turbamenti dei beni materiali mentre lo schiavo raggiunge la libertà più facilmente. Lo scetticismo nega il valore di verità alla realtà affermando che non vi è nessuna certezza.si dà un senso negativo alla realtà. La coscienza diventa infinita potenza perché non c’è più determinazione, e quindi arriva a negare anche...
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