Van gogh - dissertation en italien

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  • Publié le : 10 mars 2010
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Tra gli ultimi decenni dell’800 e gli anni precedenti la prima guerra mondiale, si assiste ad una violenta reazione al Positivismo: questo aveva celebrato la fede nella scienza, nel progresso sociale, nella pacifica collaborazione fra i popoli, ma la triste realtà, fatta di guerre e lotte di classe, era ben diversa da quanto si era sperato. Tale situazione determinò nuovi atteggiamenti culturalie spirituali: subentrarono la disillusione, l’angoscia, la sensazione del vuoto e del nulla; in arte si reagì con la rottura dei moduli naturalistici.
Una vicenda umana e artistica di notevole interesse è quella di Vincent Van Gogh (1853-1890). Ebbe un' esistenza disordinata e carica di delusioni e fin da ragazzo mostrò inclinazioni inquiete e tormentate. La sua profonda sensibilità sociale simanifestò già in uno dei suoi primi dipinti:I mangiatori di patate. Quest' opera (come altre del suo primo periodo) era caratterizzata da toni cromatici piuttosto spenti. Succesivamente Van Gogh si trovò a contatto con gli Impressionisti a Parigi e la sua tavolozza si schiarì con colori puri e luminosi. Le sue ultime opere prima della morte sono invece caratterizzate da segni fortementeaggressivi, violenti, che deformano la realtà.

Campo di grano con volo di corvi esprime la drammatica sofferenza esistenziale che prelude al triste epilogo del pittore olandese. Si tratta di uno degli ultimissimi dipinti di Van Gogh, eseguito ad Avers sur-Oise e datato 1890. Raffigura proprio l'immagine di un campo di grano, in campagna. Vi sono solo esclusivamente elementi naturali, il cielo, la terra,i corvi. Il referente esterno è un qualcosa di assolutamente semplice, comune, per non dire banale. La particolarità del dipinto risiede nel modo in cui l'autore vede il referente stesso e il modo in cui riproduce ciò che vede. Campo di grani con volo di corvi è caratterizzato da due parti: vi è una divisione molto precisa con la linea d'orizzonte che crea una zona 'terrena', caratterizzata datoni forti, molto accesi in contrasto con un'altra zona sovrastante. Un cielo, che non è né etereo né celestiale né puro. Un cielo che non mostra l'azzurro di un rasserenante paesaggio di campagna, né l'azzurro innoquo di un mare placido come quello del Monetiano ”Regata ad Argenteuil”, capolavoro impressionista. Il cielo di Van Gogh è fatto di un celeste torbido misto a un blu intensoinnaturale, quasi elettrico. E' il blu di una scossa, espressione di una perturbazione. Espressione di un turbamento. Anticipazione di un temporale della natura e di un temporale della psiche che si trasmette alla natura a sua volta già perturbata. E man mano che in questo cielo si sale, si intravedono toni sempre più cupi e tetri...come ad indicare la totale assenza di vie di uscita...o meglio...gli unicispiragli in un cielo gia scuro e cupo ...fanno intravedere un mondo ancora più scuro lugubre, da cui non vi è via di scampo. Non esiste un sole, una guida, un raggio caldo. Le uniche componenti “chiare” sono rappresentate dalle nuvole...le nuvole che forse portano per un poco luce...candore...sollievo. Gocce di splendore nella follia.
Per pochi attimi la realtà deformata dalla follia comunicacon la realtà naturale. Ma le nuvole sono solo distrazioni. Elementi effimeri, non duraturi. Le nuvole vanno e vengono. Non si fermano mai in quel cielo maligno, inquietante, che incombe e opprime. Un cielo-trappola naturale come quello già descritto da Charles Baudelaire nella poesia 'Spleen' all'interno della raccolta I fiori del male:

'Quando come uncoperchio il cielo pesa
grave e basso sull'anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell'orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
più delle notti'

Questa luce nera comporta una...
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