Letteratura del medio evo

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  • Publié le : 15 mars 2010
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La litteratura del Medio Evo
La figura di Dio Nel Medio Evo, Dio occupa una posizione centrale è al centro del mondo. Dio rappresenta la perfezione, la totalità, la pienezza, il punto di riferimento essenziale principale. Dio è il Bene, il Vero, l’Amore e gli uomini sono le creature di Dio. Cioè dipendono da Dio, sono inferiori a Dio e lo scopo dell’uomo sta nell’avvicinarsi à Dio.Il cammino dell’uomo deve essere verticale, trascendente, verso il paradiso perduto. Dio è trinità (padre, figlio, spirito santo) e dunque il n°3, n° della perfezione divina indica Dio. Ecco perchè Dante, il padre della lingua italiana, ha scritto la divina commedia che è composta da tre libri, tre parti : L’inferno, il purgatorio e il paradiso.
A Pisa, la piazza dei miracoli è monumentale,esprime contemporaneamente il potere politico, economico, spirituale attraverso tre monumenti che compongono la trinità divina. Cioè nell’ordine, il Battistero, il Duomo, e per finire il Campo Santo.
L’uomo è creatura divina L’uomo medioevale è consapevole di essere un peccatore, di essere andato verso il Male e quindi è stato cacciato dal Paradiso. L’uomo medioevale ha conoscenza dellasua inferiorità, della sua ignoranza, del suo smarrimento (sua perdita).
Si sente solo, abbandonato e nel buio ha bisogna di luce, di una guida, di qualcuno che gli indichi la strada da seguire per migliorare, per progredire, per salire possibilmente verso Dio. Pero il contatto con Dio è stato perso, è stato tagliato, a causa del peccato. Quindi l’unica possibile speranza di un contatto indirettosta nella figura della guida. Nel Medio Evo, la guida era privilegiata dell’uomo è la donna. Si tratta della figura della Donna cortese di origine provenzale e siciliana. Questa Donna è raffinata, bellissima, nobile di cuore, di qualità personale, morali, di altissimo livello. Dunque per l’uomo medioevale la Donna è un tramite (intermédiaire) tra l’uomo e Dio. Ecco perchè sarà chiamata “DonnaAngelo” o “Donna Angelicata”.
La donna che Dante amava si chiama Beatrice perchè cantando le qualità di Bratrice, il poeto Dante ha la speranza di avvicinarsi ai Beati che contemplano Dio. Francesco Petrarca canterà la perferzione fisica e morale si Laura perchè cantando Laura spera di diventare un poeta laureato. Cioè con la corrona di lauro in testa. Il poeta, cosi, spera di portersi analzare.La forma Nel Medio Evo, non è possibile creare, di pingere, scolpire, disegnare, scrivere, poetare se non esiste una forma, una struttura, un architettura presistente. Francesco d’Assisi scriveva le poesie in una forma uguale ad una preghiera, per Franceco d’A, il rapporto (il nesso’) tra litteratura e fede cristiana è evidente.
Lo stesso vale per Dante Aligheri. Perὸ la costruzioneformale, architettonica della divina commedia è molto più complessa. Lo scopo è di salvare l’uomo dalla perdita, dallo smarrimento. Perὸ il Medio Evo conosce una profondissima crisi, tutti i valori cristani, divini, morali, sono messi un discussione e Dante aveva il bisogno di ricostruire tutto un mondo, tutto il mondo che è crolato. Ecco perchè la terza fase della Divina commedia è rappresentatada un monte ricostruito che conduce su verso Dio.
L’inferno è il luogo della perdita, dello smarrimento e del dolore perchè i donnati sono puniti, sono castigati dalla volonta di Dio. Nell’inferno non esiste la minima speranza.
“Perdete ogni sperana voi che entrate”
Perὸ dobbiamo precisare che Dante fa il viaggio d’oltre tomba mentre è vivo. Quindi vuol’ dire che queste parole non loriguardano. Dobbiamo precisare che questo viaggio, Dante non puὸ farlo da solo, semplicemente perchè è un uomo come gli altri, con le sue debolezze, con i suoi difetti, con i suoi pecati. Dante è smarrito come gli altri, come il periodo nel quale vive cioè il M-E. Dante ha bisogno di un aiuto, di qualcuno che lo guidi, che gli spieghi le situazioni nuove che incontra. Simbolicamente, Dante si ritrova...
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