Pascal

Disponible uniquement sur Etudier
  • Pages : 6 (1341 mots )
  • Téléchargement(s) : 0
  • Publié le : 18 juin 2010
Lire le document complet
Aperçu du document
Un posto particolare, nel novero delle illusioni di stabile felicità, è occupato dalla vanità, che scaturisce da una volontà di riconoscimento: “Siamo tanto presuntuosi che vorremmo essere conosciuti da tutta la terra, anche da quelli che vivranno quando noi non esisteremo più; e siamo tanto fatui che la stima di cinque o sei persone che ci circondano ci rallegra e ci fa contenti”. (150) Questoper quanto riguarda la mentalità comune. I filosofi e gli scienziati, invece, non possono essere considerati esclusivamente secondo l’ottica della vanità e del divertissement (anche se poi gli appartengono, in quanto uomini), ma devono essere esaminati, nei loro auspici di conoscere, secondo un quadro ben più ampio di quello della sola etica. Un quadro che includa, ovviamente, anche la distinzionepascaliana tra esprit de géométrie ed esprit de finesse. Tralasciando per un attimo l’aspetto gnoseologico, ci limitiamo ad esporre i motivi che inducono a Pascal a parlare di un eccessivo orgoglio anche per la scienza e la filosofia. La scienza, e il razionalismo che da lei nasce, si propone di spiegare i meccanismi di tutto il creato, ma non ne è capace sia per limiti metodologici sia perché nonassolve mai del tutto a ciò che l’uomo richiede da parte dell’esistenza. Il sapere scientifico, difatti, è sempre limitato dall’esperienza che, se da un lato è la forza del suo metodo (Pascal è contro l’apriorismo cartesiano), dall’altro è anche incapace di donare universalità e assoluta necessità alle conoscenze. La scienza, inoltre, parte da principi indimostrabili per il suo stesso metodo e,se giunge a comprendere i meccanismi della natura, non riesce mai, alla fin fine, a dar risposta agli interrogativi umani di fondo: chi siamo, perché viviamo, qual è il nostro destino ultimo, etc, perché tali domande riguardano in un certo senso l’infinito ed il nulla, i due estremi entro i quali l’uomo è calato ed al di là dei quali non può esistere mai, per lui, una certezza razionale. Aquest’ultimo compito prova a dedicarsi la filosofia, che indaga le cause ultime dell’essere, del conoscere e dell’agire, fallendo, per Pascal. Essa, infatti, non può disegnare mai un’etica perfetta (“nulla si vede di giusto o di ingiusto che non muti qualità col mutar di clima”, 294), né tantomeno può rintracciare nel creato prove sicure dell’esistenza di Dio, che sono valide solo per chi già crede. Eccoche, dunque, i filosofi o si rifugiano in teorie parziali in cui vogliono intravedere l’assoluta verità (i dogmatici) o si abbandonano allo scetticismo (come Montaigne). Il vero filosofare, al contrario, secondo Pascal, sfocia necessariamente in una sorta di “filosofia dei limiti”, che mostri all’uomo la propria miseria, il proprio dramma esistenziale e l’assurdità delle risposte date finora ad essodalla sola filosofia: “Beffarsi della filosofia è filosofare davvero” (4), “Nulla è così conforme alla ragione come questa sconfessione della ragione” (272). Parallelamente, però, la filosofia deve lasciar intravedere, dietro ogni confine, uno spiraglio di verità che trascenda ogni ragione possibile e che risieda nella benigna Rivelazione divina. …E SUA GRANDEZZA. Già per il solo fatto di poteressere cosciente dei propri limiti e dei propri difetti, comunque, l’uomo costituisce per Pascal un essere unico all’interno di tutto l’universo. Pur nella sua fragilità e nell’esile consistenza del proprio esistere, infatti, l’uomo viene nobilitato dalla propria capacità di pensare, di riflettere su quanto lo circonda nell’universo e di tentare di comprendere se stesso, la propria limitatezza el’immensità del proprio desiderio di bene, felicità, verità: “L’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. (…) Anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancor più nobile di chi l’uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell’universo su di lui; l’universo, invece, non sa niente” (347), pertanto “mediante lo spazio, l’universo mi circonda...
tracking img